04 settembre, 2005

vento di stelle fredde


Questo è il mio secondo libro, che tra poco sarà distribuito nelle librerie, edito da "L'Autore Libri Firenze". Per ordinarlo, questo è il link: http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=1&c=CVI1ART3NGMFQ
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Se il primo libro di Marina Raccanelli, Variazioni in blu” (Oceano Edizioni, 2003), era strutturato come un concerto, con il suo preludio, gli intermezzi, l’andante ed il finale, “Vento di stelle fredde” si presenta come un viaggio, compiuto in uno spazio visibile ed interiore allo stesso tempo. Un itinerario per scavare nell’anima con le parole, per attingere forza dalle proprie radici attraverso una crescente consapevolezza di sé.
Infatti, l’autrice è nata a Fiume ma è vissuta, fin dai primi anni dell’infanzia, a Venezia, per cui sembra avvertire dentro di sé due poli, che la fanno oscillare tra un primordiale richiamo quasi verso un selvaggio paradiso perduto, e la realtà di una vita complessa di inquietudini, ma in fondo appagata dalla contemplazione della bellezza nell’arte e nella natura, e dalla vibrazione degli affetti, presenti e nel ricordo. Tutto ciò si srotola nei suoi versi, classici nel ritmo ma anche tesi verso elaborazioni metriche spezzate, con un lessico che varia da un tono medio al parlato, schivo comunque da retorica, alla ricerca di nuove vibrazioni dei vocaboli e dei loro accostamenti musicali.
Il dettaglio, semplice o inquietante, dà vita all’insieme.
Ci sono paesaggi, sempre interiorizzati e spesso metaforici, la laguna, il mare, la fatica e l’adrenalina delle ascensioni in montagna, e poi libere interpretazioni di brani musicali, voli nel tempo e nello spazio, l’esplosione dei sensi, velata ma riaffiorante a tratti. E se, alla fine, il suo viaggio non giunge alla meta, ciò che importa è il viaggio in sé; Marina non ritroverà le sue radici, ma diverrà lei stessa mente che scorre tra radici lussureggianti, albero ed acqua, campanula viola, culla e nido, e perfino profumato legno, in mano al suo “lui”, in una metempsicosi fantastica.

04 luglio, 2005

Fuori dal mondo

foto di Fabio Sguazzin

Fuori dal mondo


Seguo un percorso antico, sulla laguna:
lingue di luce blu, riflessi a nastro,
liquidi specchi largamente estesi
ed aironi plananti all’improvviso.
Se, deciso, lo svasso batte l’ala
con nero ritmo, sereno sul palo
osserva l’acqua un candido gabbiano.
Variazioni di nubi in grigio-rosa
risalgono a sinistra l’orizzonte…
e, proprio in fondo all’incurvato spazio,
un microcosmo in grani di rosario:
Burano, case e chiese in un abbraccio.
Così, senza un ritorno né una meta,
qui mi vorrei, sfocata creatura,
fuori dal mondo quando l’ombra cala.

Parole





PAROLE


S’infiltrano nell’anima come lame
la sprofondano con nero alone
fino al punto di non ritorno

sussurrano con infantile dolcezza
dissolvono la mente al confine
tra sonno e veglia, mischiate
in un polverio luminoso - sono
sempre e soltanto
PAROLE

22 giugno, 2005

viaggio sulla laguna di Venezia Posted by Hello

19 giugno, 2005

come cucchiaio nel gelato

Come cucchiaio nel gelato


I capelli le guizzano, la punta
della lingua s’infila dentro il cono…
e gli insetti scintillano su piastre
liquefatte d’ardesia, la laguna
ci sostiene, ci dondola –
nel viaggio lento siamo
bimbi salati, mani appiccicose
palpebre strette sotto il sole basso…
come cucchiaio nel gelato l’aria
scava la verdescente lunga scia…