vento di stelle fredde
| Questo è il mio secondo libro, che tra poco sarà distribuito nelle librerie, edito da "L'Autore Libri Firenze". Per ordinarlo, questo è il link: http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=1&c=CVI1ART3NGMFQ puoi anche ordinarlo direttamente attraverso il mio indirizzo di mail: info@poesieinvolo.com Se il primo libro di Marina Raccanelli, Variazioni in blu” (Oceano Edizioni, 2003), era strutturato come un concerto, con il suo preludio, gli intermezzi, l’andante ed il finale, “Vento di stelle fredde” si presenta come un viaggio, compiuto in uno spazio visibile ed interiore allo stesso tempo. Un itinerario per scavare nell’anima con le parole, per attingere forza dalle proprie radici attraverso una crescente consapevolezza di sé. Infatti, l’autrice è nata a Fiume ma è vissuta, fin dai primi anni dell’infanzia, a Venezia, per cui sembra avvertire dentro di sé due poli, che la fanno oscillare tra un primordiale richiamo quasi verso un selvaggio paradiso perduto, e la realtà di una vita complessa di inquietudini, ma in fondo appagata dalla contemplazione della bellezza nell’arte e nella natura, e dalla vibrazione degli affetti, presenti e nel ricordo. Tutto ciò si srotola nei suoi versi, classici nel ritmo ma anche tesi verso elaborazioni metriche spezzate, con un lessico che varia da un tono medio al parlato, schivo comunque da retorica, alla ricerca di nuove vibrazioni dei vocaboli e dei loro accostamenti musicali. Il dettaglio, semplice o inquietante, dà vita all’insieme. Ci sono paesaggi, sempre interiorizzati e spesso metaforici, la laguna, il mare, la fatica e l’adrenalina delle ascensioni in montagna, e poi libere interpretazioni di brani musicali, voli nel tempo e nello spazio, l’esplosione dei sensi, velata ma riaffiorante a tratti. E se, alla fine, il suo viaggio non giunge alla meta, ciò che importa è il viaggio in sé; Marina non ritroverà le sue radici, ma diverrà lei stessa mente che scorre tra radici lussureggianti, albero ed acqua, campanula viola, culla e nido, e perfino profumato legno, in mano al suo “lui”, in una metempsicosi fantastica. |



